CaféSpirit 1105

Finalmente ci siamo. Quando tutta questa storia è cominciata (il restauro delle vespe prima, delle moto poi, il sito, il nome, il logo, ecc.) la destinazione era esattamente questa: la realizzazione di una moto completamente mia (almeno esteticamente).

 

Gli stilemi sono quelli degli “anni belli” (‘60/’70), cioè le moto VERE che popolano i miei ricordi di bambino (i ricordi più belli di ognuno di noi)..

In quegli anni le moto erano un oggetto del desiderio, mitico. Non c’erano tanti soldi, e la produzione non era così consumistica e massiva. Una moto era costruita per durare (ed infatti quelle che restauro ancora camminano…) eppoi rappresentava un punto d’arrivo per chi l’acquistava… un sogno realizzato.

 

Torniamo a noi: nel 2009 acquisto un rottame di Honda CB400N del 1981. Una moto senza alcuna pretesa di “storicità”, e soprattutto in condizioni miserevoli. Di restaurarla neanche a parlarne.


Decido che sarebbe stata la mia prima “CaféSpirit”, ovvero una moto stile inglese rielaborata. In fondo, aveva due cilindri (requisito fondamentale per una café racer), ed era storica ma affidabile.

 

Smonto la moto fino al telaio, che rivernicio. Smonto tutto il motore, che viene rifatto fino ai suoi componenti essenziali: fasce, cuscinetti, valvole.

 

Manca il tocco delle ruote: la moto in origine monta delle ruote in alluminio anodizzato oro… bruttine. Opto per delle ruote a raggi che prendo da un CB400 Four con qualche adattamento (come il diametro dei dischi, ad esempio). Per il resto, tutto aftermarket: parafanghi, fari e portafari, fanalino, porta targa, marmitte.

 

Il serbatoio è quello di una CB400T americana, ma riverniciato nel bianco perlato che la Honda oggi usa per i suoi scooter SH. La sella (corta) viene adattata dalla sella di uno Scarabeo 50 (!), mentre la versione lunga (la moto ha di fatto due possibilità di seduta, monoposto e con sella regolare) è realizzata su calco in vetroresina auto costruito..

 

Strumenti aftermarket, soffietti alla forcella e mille particolari rivisti e realizzati a mano, come le brugole sui carter motore in luogo dei bulloncini originali. I fianchetti sono realizzati a mano da fogli di alluminio, su cui applico le scritte “CaféSpirit”.

 

Il filtro dell’aria è eliminato (le moto degli anni ’60 a cui mi ispiro hanno rigorosamente cornetti d’aspirazione!). La carburazione è necessariamente rivista per consentire una nuova alimentazione, il che contribuisce al sound “cattivo”.

 

Il risultato è nelle foto.

La moto gode di una ruota anteriore da 18” al posto di quella originale da 19”, il che le conferisce un’agilità straordinaria. Inoltre pesa molto di meno, grazie all’eliminazione di molte parti. Si guida benissimo e sulle curve strette è imbattibile, anche se la sua potenza non è eccezionale per gli standard odierni: meno di 50 CV.

 

Il sound, il look e lo stile di guida fanno sì che non possa passare inosservata. Ai semafori ti guardano tutti, forse per capire di che si tratta. Una Triumph Thruxton? Una Harley in scala ridotta? Sta di fatto che tutti i motociclisti ti fermano e ti chiedono spiegazioni… non resta che aprire il gas e svicolare lasciando i curiosi avvolti da una nube azzurrina…

Benvenuta CaféSpirit 1105!


VALORE : 4.500 euro.