Honda CB350 Four

Tutti noi amanti delle “cose-vecchie-da-mettere-a-posto” abbiamo un sogno. Entrare un giorno per caso in un luogo per un motivo qualunque, ed inaspettatamente scoprire in un angolo, polveroso e dimenticato, l’oggetto dei nostri desideri. Una pendola, una credenza, un dipinto… Scovati abbandonati e a poco prezzo. Nel mio caso, naturalmente, l’oggetto è una moto.

Con questa Hondina 350 le cose sono andate quasi così.

Un amico mi segnala questa moto in campagna ed io la vado a visitare. La moto si trovava accatastata in mezzo ad altre in un deposito ACI sperduto a 100 chilometri da Roma. Era coperta di polvere, ma il prezzo richiesto era ragionevole. Però ad un’analisi attenta le condizioni della moto erano quelle di una moto conservata con cura: cerchi, sella, strumenti… tantissimi particolari indicavano un proprietario attento e premuroso. Ma perché era finita lì?

 

Dopo essermi messo d’accordo per l’acquisto, scopro la vera storia di questa Honda. Si tratta della moto di un signore ormai di età avanzata, che negli anni ’70 ed ’80 l’aveva utilizzata per una serie di viaggi a lungo raggio. La moto montava al momento dell’acquisto un set di valigie, su cui erano applicate una serie notevole di adesivi, testimonianza di avventurose trasferte: Innsbruck, Lubiana, Nizza, Monaco e così via. Alla fine degli anni ’80 il proprietario ebbe un piccolo incidente e smise di usarla, ma non di accudirla.


La moto resta così rimessata per vent’anni, finchè non la recupero io… naturalmente fiero di questo passato ricco di viaggi e passione (condivisa).

 

La moto subirà pochissimi interventi per ricominciare a camminare (la faccio partire con le prime pedalate senza nessuno sforzo o cura particolare, solo olio e candele nuove). Sostituisco puntine, ruota libera, manopole. Cambio le gomme, storiche anch’esse e la batteria. Faccio cromare alcune parti (parafango posteriore, supporti frecce) e verniciare il serbatoio: la moto appare in forma smagliante.

 

 

 

Infine, ciliegina sulla torta, in Germania trovo ad un prezzo interessante, un set di marmitte originali (in origine montava un bel 4 in 1 cromato della Marving, ma le 4 marmitte sono un’altra cosa!).

 

La moto si guida con una facilità estrema. E’ leggera e maneggevole, non consuma niente e si fa guardare! Frena meglio degli altri Four (in relazione a peso e prestazioni, naturalmente). Ha prestazioni da scooter, ma permette di sognare una gita fuori porta, un giro al mare senza alcun timore reverenziale.

 

Oggi nel mio garage, in mezzo a moto a volte più blasonate, a volte più potenti e moderne, è sempre quella che prendo con il piacere di sapere che con lei non dovrò aver fretta, ma che mi porterà sicuramente a destinazione.

VALORE : 4.000 euro.