Honda CB750 Bol d'Or

Dovete sapere che quando ho cominciato questa mia avventura fatta di ruggine, grasso motore, e persone malate, la mia attenzione era rivolta a modelli (prima vespe, poi motociclette) degli anni ’70 o anteriori.

Questo perché le moto degli anni ’80 le avevo già frequentate… quando ancora non erano “vintage”, quindi non le “percepivo” come veramente d’epoca. Anche se non si dovrebbe dire, in effetti ho cominciato a salire sulle motociclette ben 3 decadi fa…

Insomma, le moto anni ’80 non mi interessavano, e così poco mi emozionava la serie “Bol d’or” dell’Honda (per inciso: solo il CB900 si dovrebbe fregiare di questo titolo, perché il CB750 uscì successivamente come modello “entry level” e senza questa dicitura, mentre il tardivo CB1100 si definì “Super Bol d’or”. Ma tant’è, gli appassionati spesso raggruppano tutte le moto di questa serie sotto la definizione di “Bol d’or”).

 

Sta di fatto però che frequentando questo mondo, negli anni, per me molta importanza hanno guadagnato quelle motociclette che possano essere ricondotte ad un utilizzo meno “museale” e più quotidiano.
Intendo dire che una bella moto con telaio rigido, cambio a bacchetta e freni a tamburo laterale, pur essendo un oggetto affascinante, risulta troppo scomoda e purtroppo perfino pericolosa nel congestionato traffico cittadino.
Così succede che il suo utilizzo si limiti al giretto della domenica mattina, sempre che non minacci pioggia.

Non intendo assolutamente discriminare la “moto del nonno”, anzi questo tipo di moto sono un vero e proprio patrimonio tecnico, e come tale va conservato e curato. Ma siamo pur sempre motociclisti, ed una bella scampagnata o la gita al mare sono il tessuto nobile del nostro immaginario collettivo.

Ed ecco il perché allora di questa moto, ancora estremamente attuale ed adatta all’uso quotidiano. Questa CB750 Bol d’or ha avuto una storia di emarginazione: immatricolata nel 1981, nel 1995 è stata demolita. La moto era in condizioni dignitose, ma il vecchio proprietario ritenne antieconomico intervenire sulla catena di distribuzione e procedette con la riconsegna delle targhe.

 

Credo sia rimasta dal demolitore intatta per circa 3 anni, fino a quando nel 1998 un’anima illuminata decise di reimmatricolarla e riportarla alla circolazione. A quel tempo la legge per le moto d’epoca non esisteva, in ogni caso la moto aveva “appena” 17 anni… Insomma le venne assegnata una targa diversa, bruttina, perdendo la vecchia RM41…

 

Anche il nuovo proprietario la tenne qualche anno, poi la vendette a qualcun altro che la usò marginalmente, fino a dimenticarla in un garage per diversi anni, laddove l’ho trovata io

 

Batteria a terra, gomme “quadrate” e galleggianti dei carburatori incollati… Ci vuole ben altro per fermare una Honda di quegli anni. Una profonda revisione, qualche cura estetica (ma non più di tanto…) e questa Honda è di nuovo una favolosa compagna di avventura.

 

Frena ancora bene, ha una coppia favolosa, un bel sound ed un’ottima affidabilità. E sapete che c’è? Ho scoperto che piace alle ragazze! Provare per credere…

VALORE : 2.700 euro.