Vespa 125 GTR

Per capire la storia di questa Vespa della mia collezione dovete innanzitutto sapere come sono arrivato… alla Vespa.

 

Ben prima di interessarmi al fenomeno “moto d’epoca”, ero stato costretto dalle circostanze ad acquistare la mia prima Vespa. Correva il dicembre 1998, ero motociclista convinto e felice proprietario della mia mitica Kawasaki GPz500s, moto che avevo ritrovato nel mio garage dopo una parentesi di vita all’estero. In quel momento la definizione “scooter” stimolava in me smorfie acide ed espressioni di disgusto.

 

Quel giorno di dicembre il destino aveva deciso che la mia GPz sarebbe stata rubata, ed il corso della mia esperienza motociclistica cambiata per sempre.

 

Il mezzo a due ruote mi era indispensabile per raggiungere il luogo di lavoro (in pieno centro a Roma), ma poiché la mia futura moglie ed io avevamo deciso di sposarci, non era il momento per un acquisto “importante”.

 

Qual’era nel 1998 un veicolo a due ruote (targato, per cortesia) con i costi di acquisto e gestione più bassi possibile? Ma naturalmente una bella Vespa PX 125 di 15 anni! Il fenomeno della moto d’epoca non era ancora iniziato, la moda del “vintage” non si era ancora affermata, e così quella Vespa possedeva il fascino… di una vecchia carretta. Un milione di lire e divento uno scooterista molto poco convinto. Certo, avevo fatto una deliziosa vacanza con mia moglie a Ponza prima del nostro matrimonio, ma il successo dell’evento era molto più legato alla nostra emozione che non al mezzo che ci aveva accompagnato.


In effetti, dopo aver posseduto 3 moto di potenza e prestazioni crescenti, il passaggio alla Vespa fu semplicemente traumatico. Non frenava con il freno anteriore, inchiodava con il posteriore, denunciava una tenuta di strada precaria ed una potenza al limite del fruibile per affrontare tangenziali e viadotti. Insomma sopportavo a stento questo mezzo, fino al giorno che a seguito di una clamorosa “grippata” sul viadotto della Magliana, presa a manetta, mi decisi per la rottamazione.

 

Tornai in breve proprietario di una moto vera, il Fazer 600 di cui potete leggere qualche nota da queste parti, e nulla mi faceva rimpiangere la sfortunata esperienza scooteristica.


Destino volle però che nel 2001 leggessi il primo romanzo del povero e compianto Bettinelli, dove si narrano le avventure del temerario ed improbabile vespista globe trotter; quella lettura, il fascino dell’avventura, la simpatia per la sfida affrontata con un mezzo tanto (come ben sapevo!) scarso di potenza ed arroganza, facesse tornare in me il desiderio di rimettere a posto (non mi permettevo ancora di chiamarlo “restauro”) una vecchia vespa. Tanto da poterla utilizzare per permettermi lo sfizio di una passeggiata domenicale.

 

Inoltre il Ministero dei Trasporti aveva da poco emanato la circolare per i veicoli d’epoca, così il malsano proponimento era supportato da costi di assicurazione e bollo ridotti per questi mezzi.

 

Mi metto alla ricerca di qualcosa di adatto e vengo a conoscenza di una Vespa 125 GTR con documenti in regola… e niente di più o quasi. La Vespa aveva delle condizioni generali di pesante usura generalizzata. Niente era appena vagamente riciclabile, dalla carrozzeria al motore alla ciclistica.

 

Non avevo nessuna esperienza (infatti ho commesso molti errori di ridondanza e spese), perciò ho iniziato dalla mia attitudine più infantile: ho smontato ogni singolo pezzo ed ho sostituito tutto quello che mi sembrava vagamente usurato… cioè quasi tutto.

 

Nell’ottobre del 2002 il mio primo restauro era finito, con risultati discreti (molto altri interventi sono stati aggiunti a seguire, tra cui il motore rifatto nel 2003), ma talmente soddisfacenti ai miei occhi che mi spinsero poco dopo ad imbarcarmi nel restauro della mia prima moto, un’Honda CB400 Four Super Sport, di cui potete leggere in questo stesso sito.

 

La storia del mio percorso da collezionista/restauratore era iniziata; così come per molti motociclisti la Vespa era stata la nave scuola della loro passione, questa Vespa sarà per me stata l’inizio della mia… patologia.

VALORE : 3.500 euro.