Yamaha XT600 Ténéré

Nella seconda metà degli anni ’70  la Yamaha è senz’altro la casa più attiva nel settore delle moto da fuoristrada non professionale (fino ad allora queste moto si definivano ancora “scrambler”, ad intendere che dalla versione stradale si pretendeva un impiego fuoristradistico grazie ad una marmitta rialzata e ruote tassellate).

Nel 1976 la casa di Iwata ha infatti presentato la sua XT500, punto di riferimento per il settore del “fuoristrada turistico”. Non possiamo ancora usare il termine enduro, perché nascerà solo qualche anno dopo, negli anni ’80.

Per il momento le altre case giapponesi sono le uniche a reagire, ma con lentezza: nessuna notizia dalla Kawa, niente di particolarmente interessante da Suzuki (DR400 e DR500S), solo un accenno dalla Honda con la sua XL500S.

Sarà la Honda a presentare le prime concezioni tecniche delle moto della nuova generazione: la XL500R adotta un monoammortizzatore posteriore (Pro-Link) e propulsore monocilindrico con testata a 4 valvole. Ma la Yamaha era già pronta: reagisce all’attacco con la XT550: monoammortizzatore (Motocross) con forcellone in lega leggera, testata a 4 valvole con contralbero di bilanciamento e sistema YDIS (doppio carburatore, il primo a saracinesca, il secondo a depressione) per ottimizzare l’erogazione. La sfida è iniziata.

Nel 1982 succede qualcosa che cambierà il settore del fuoristrada per sempre.

Paris – Dakar. Un rally, ideato dal francese Thierry Sabine, che parte il primo di gennaio dalla capitale transalpina ed attraversa un Africa ancora “romantica” e lontana dalle lotte di potere e dai genocidi che associamo oggi alla maggior parte degli stati centrali africani.
Questa gara, inaugurata nel 1979, viene infatti dominata nelle prime due edizioni dalle XT 500 ed in particolare viene vinta in quegli anni (1979 e 1980) da Cyril Neveu in sella all’XT 500 nella  categoria moto (a cui si affiancano le altre due categorie, auto e camion). Il team maggiormente impegnato nel raid è la Sonato, importatore francese proprio del marchio Yamaha, ed il suo titolare Jean Claude Olivier è egli stesso organizzatore e pilota delle prime edizioni.

Sfruttando l’eco mediatico di questa manifestazione emozionante ed innovativa, la Yamaha commercializza le proprie esperienze di gara, presentando al salone di Parigi del settembre 1982 la versione utilizzata per questo rally, la XT 600 Z Tenéré.

La moto si presenta subito innovativa: è una moto progettata per la partecipazione ad una gara con percorrenze prevalentemente desertiche, e poco ha a che fare con il fuoristrada fangoso fin qui inteso.
Il suo peso, l’altezza da terra e l’ingombro dell’enorme serbatoio da 30 litri che ne caratterizzerà per sempre la linea, la rendono infatti più adatta all’asfalto che allo sterrato per l’utente medio. Le pedane fissate al telaio anziché al forcellone (come sulla XT550) ed una sella comoda anche in due suggeriscono quell’uso stradale ed autostradale che diventerà la dimensione ideale delle maxi enduro degli anni ’80.

Non a caso alle nostre latitudini la Yamaha Tenéré servirà soprattutto per andare al bar, spesso su una sola ruota, o portare in vacanza la ragazza, e gli unici sassi calpestati saranno quelli dei sentieri che portano alle coste mediterranee nei mesi d’agosto.

La prima serie resta in listino fino al 1985, per poi aggiornarsi perdendo progressivamente quel fascino (e perdendo altresì l’avviamento a pedivella, croce e delizia degli smanettoni della prima ora) legata all’epoca eroica della Paris Dakar di Thierry Sabine, eterno ricordo di una corsa suggestiva che oggi non esiste più.